Capitale della Cultura, per i residenti occorre cominciare dal degrado del centro storico
martedì 3 dicembre 2013

Il presidente dell’associazione Viverelecce lancia l’ennesimo appello al prefetto, al sindaco e al procuratore della Repubblica per una situazione al limite della vivibilità.

La candidatura di Lecce a “Capitale della Cultura” rischia di saltare se non si si porrà rimedio urgentemente al degrado del centro storico leccese. Ad inviare l’ennesima lettera, Beppe D’Ercole dell’associazione Viverelecce: “Da anni -scrive D’Ercole- chiediamo inutilmente che si possa vivere bene come sarebbe nelle nostre possibilità e legittime aspettative, ma se la legalità resta una chimera, nulla sarà mai possibile.

Il Bid Book Lecce 2019 dichiara solennemente, molto solennemente (e in grassetto!): ‘I nuovi modelli saranno sviluppati in conformità con l’articolo 41 della nostra Costituzione che recita: “L’iniziativa economica […] non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali’.

Per anni abbiamo chiesto l’applicazione dei Regolamenti previsti, inclusa la pubblicazione delle planimetrie degli spazi concessi e apprendere dai media che addirittura c’era chi occupava mezza piazza senza alcuna autorizzazione, quindi senza mai aver avuto il minimo controllo”.

D’Ercole rilancia: “Se questo è il livello, allora è inutile continuare a battersi e chiedere rispetto, rispetto delle leggi e quindi rispetto di se stessi! E grave è il dovere prendere atto che le denunce che le associazioni, i media, pur dettagliate e contenenti anche notizie di reato, restino lettera morta sino alle denunce dei singoli cittadini che sono costretti a esporsi in prima persona solo quando l’esasperazione raggiunge livelli insopportabili, svilendo così il ruolo dei media e delle associazioni la cui funzione è proprio quella di dare forza e spersonalizzare le giuste richieste e proteste.

 Abbiamo pochi mesi per invertire la rotta: in primavera verrà la Commissione per la “Capitale della cultura” e Lecce con il Salento ha molto di più di tutte le concorrenti, ma se la volontà politica si limiterà, come al solito, ai proclami, non ci sarà nulla da fare e, invece, basterebbe poco”.