Capitale europea della Cultura, Lecce in finale incassa l'appoggio della Regione
sabato 16 novembre 2013

Capitale europea della cultura 2019: dopo l’euforia per aver passato le “preselezioni”, Lecce inizia a giocare sul serio. “Adesso la sfida si fa davvero dura”, avverte il sindaco Paolo Perrone che però, nel frattempo, ha incassato l’appoggio della Regione Puglia e di diversi enti e istituzioni.

C’è Lecce tra le sei città italiane candidate a diventare Capitale europea della cultura nel 2019. A un giorno dall’annuncio dei nomi dei finalisti – oltre a Lecce ci sono Matera, Siena, Cagliari, Ravennna e Perugia-Assisi – nel capoluogo si studiano le strategie per vincere la sfida che porterebbe a Lecce un grande prestigio oltre che una conferma dei grandi risultati conseguiti finora. Il sindaco Paolo Perrone sa che adesso il percorso diventa durissimo. “Da questo momento la concorrenza sarà davvero spietata e non sarà facile spuntarla, anche se noi ce la metteremo tutta”. Intanto, a Perrone e allo staff che ha curato la candidatura, guidato dall’architetto Airan Berg, è arrivato il sostegno della Regione, che fino a questo punto aveva cercato di mantenersi neutrale visto il derby che si giocava con l’altra candidata pugliese, Taranto.

L’assessore alla Cultura, Angela Barbanente e quello al Turismo, Silvia Godelli, spiegano che per Lecce “sono pronti progetti, nell'ambito dei Beni Culturali, già finanziati dalla Regione, per 23 milioni sui fondi Poin, a cui si aggiungono altri 24 milioni Poin nel territorio del Salento e progetti finanziati con il Fas, con i Sac, con la rete dei grandi Festival, l'arte contemporanea, il cineporto, le produzioni cinematografiche. Grazie a questi fondi si porterà a compimento in breve tempo il disegno di una capitale culturale vera, nel cuore di una Puglia che hanno creduto in un modello di sviluppo sostenibile di cui la cultura e la partecipazione sono motore portante».

"Vittoria. Il sogno meritatamente continua». Così il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, commenta l'inserimento del capoluogo salentino tra le sei città finaliste. “Tutto il lavoro di un fantastico gruppo - aggiunge Gabellone - servirà a rendere ancora più attraente la Lecce del futuro. Siamo pronti e entusiasti all'idea di tuffarci nel prossimo obiettivo, una nuova selezione a cui guardare con grande ottimismo: Lecce non ha nulla di meno delle altre concorrenti. Continuiamo, tutti insieme, a credere in questo risultato che sarebbe storico".

Intanto, tra gli esclusi infuria la polemica: «Siamo indignati per questa scelta incomprensibile che taglia fuori dalla short list il Nord e in particolare due perle della Lombardia come Bergamo e Mantova. Il Governo Letta si dimostra ancora una volta in perfetta continuità con il recente decreto Bray sulla cultura ossia nemico del Nord e del patrimonio culturale del Nord». Questo il commento a caldo di Cristina Cappellini, assessore alla Cultura della Regione Lombradia, che ha visto escluse entrambe le città candidate, Mantova e Bergamo.