Blasi scrive a Berlinguer: si fermino i congressi, ritroviamo la dignità
venerdì 1 novembre 2013
Per il segretario quello che sta accadendo oggi in molti circoli della Puglia e del Paese, è la negazione della storia del Partito Democratico.

“Bloccare i congressi e ritrovare la dignità”. Questa volta l'appello arriva direttamente dal segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi. Nel pieno della ressa congressuale del Pd salentino (ma non solo), dove ieri la commissione regionale di garanzia ha scavalcato quella provinciale decidendo di proseguire nei tesseramenti anche laddove erano stati congelati, provocando -come nel caso di Gallipoli- la sospensione in blocco dei dirigenti, questa volta il segretario da sentire la sua voce. Blasi era rimasto in silenzio per molti giorni, anche quando a tirarlo in ballo erano stati altri big.

Ma ora ha deciso di esprimersi e lo fa senza mezzi termini: “Quello che sta accadendo oggi in molti circoli della Puglia e del Paese, per me, rappresenta semplicemente la negazione della storia del Partito Democratico. Osservando quello che accade non sfugge a nessuno che la fretta è stata cattiva consigliera in quella Direzione nazionale del 27 settembre scorso. Forse una riflessione più approfondita, e non condotta sotto lo scacco delle contrapposizioni tra gruppi dirigenti nazionali, avrebbe consigliato una chiusura del tesseramento in tempo utile per uno svolgimento ordinato e trasparente dei congressi di circolo.

Cronache e testimoni di diverse provenienze raccontano in questi giorni cosa sono diventati in alcuni casi i circoli del mio partito. Dibattiti congressuali tenuti di fronte a pochi iscritti, seguiti da votazioni a cui partecipano file di decine e decine di tesserandi in gran parte sconosciuti alla militanza o all’attivismo. Tutto sotto la regia di locali mercenari della politica. Sono cartoline che ci giungono dalla decadenza di un partito nel quale più che congressi si stanno celebrando primarie tra notabilati, condite da conferenze stampa nelle quali sono ormai consueti gli insulti ai compagni di partito e ai rappresentanti politici e istituzionali”.

Blasi non è tenero con chi punta a ottenere un risultato numerico privo di qualità perché non fa altro che macchiarsi di un peccato definito “infamante”, cioè “costringere alla fuga dal nostro partito le migliori energie dei territori in cui facciamo politica. È un errore drammatico che pagheremo tutti nelle urne a causa della smarrita credibilità nei confronti di militanti ed elettori: un effetto che si verificherà al di là dell’affermazione di questo o quel candidato alla segreteria nazionale nelle primarie dell’8 dicembre”.  

Le conseguenze delle sue parole potrebbero essere immediate. Di certo il Pd nazionale non potrà non tener conto della voce del numero uno del partito pugliese. Anche se su posizioni diametralmente opposte ci sono i suoi ex sodali dalemiani Ernesto Abaterusso e Fritz Massa.