Terremoto nel M5S: "Parlamentarie pilotate". Lezzi: "Accuse infondate"
mercoledì 30 ottobre 2013
Una chat tra i rappresentanti del Movimento 5 Stelle accende la polemica tra una parte degli attivisti e i parlamentari salentini. L'accusa: “le parlamentarie sono state pilotate contro le regole del M5S”. La senatrice Barbara Lezzi replica: “Falsità pubblicate da poche persone, non potevamo fare accordi con nessuno”.

“Le parlamentarie sono state pilotate da un 'fantomatico comitato', il quale, per evitare che i voti andassero a personaggi a loro sgraditi, predisponevano una 'strategia' atta a falsare l'esito delle votazioni online”.

La battaglia in casa Movimento 5 Stelle è cominciata, a quanto pare, con le “parlamentarie”: le elezioni online degli iscritti al movimento per esprimere le preferenze sui futuri candidati alle politiche di quest'anno. L'accusa è partita dagli attivisti del M5S di Nardò e Galatone - riuniti nei cosiddetti meet up -, che hanno puntato il dito contro quelli che poi sono diventati i senatori salentini del partito di Beppe Grillo: Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi e Daniela Donno.

A infuocare gli animi degli attivisti, una chat di Facebook nella quale alcuni iscritti al movimento, tra cui la senatrice Barbara Lezzi, fanno riferimento ad una “strategia” utile, si deduce, al raggiungimento del risultato elettorale.

Il movimento guidato da Grillo si è sempre fatto portavoce del principio di trasparenza e anche in occasione delle “parlamentarie”, le regole stabilite non concedevano margini per eventuali accordi: “Il voto è individuale - recitavano le istruzioni per l'uso su www.beppegrillo.it - e bisogna evitare che sia pilotato da fantomatiche assemblee o comitati, entrambi esclusi categoricamente dal Non Statuto. Dobbiamo evitare la replica delle congreghe partitiche su base locale create per favorire uno o più candidati a scapito di tutti gli altri. Chi cercherà di pilotare il voto sarà diffidato e escluso dalle votazioni, sia che si tratti di candidato che di votante”.

“Ad accusarci sono sempre le stesse le stesse persone - controbatte la senatrice Barbara Lezzi - e sono anche poche; per questo non possono essere considerate la base. Sostengono che avremmo messo in atto una strategia per far eleggere delle persone piuttosto che altre. Nessuno di noi ha potuto forzare o pagare nessuno per votare in un determinato modo, soprattutto perché non conosciamo i nomi degli iscritti al M5S. Non li conoscevamo allora e non li conosciamo oggi. “ questo forse un neo del movimento, ma di fatto è un elemento importante che respinge ogni accusa. Nella chat ci auguravamo che alcune persone non fossero elette e nel caso di Furnari, per esempio, avevamo ragione”.

La parola “strategia” ricorre però più volte nella conversazione tra gli attivisti e la stessa Lezzi interveniva per specificare: “Mi auguro che la prossima volta non siano necessarie strategie”.

“La strategia era la seguente - spiega la senatrice leccese -: se fossimo stati interrogati da qualcuno su quelle che erano le nostre preferenze, avremmo fatto i nomi delle persone che si erano spese di più all'interno del movimento, che erano più predisposte al trasferimento e che potevano, di conseguenza, osteggiare politicamente altri nomi. Poi si parlava anche ironicamente di strategia, fingendoci politici di vecchia scuola, perché in fondo era una chat anche scherzosa tra persone che si conoscono”.

La questione delle parlamentarie è datata dicembre 2012; ma nonostante sia passato quasi un anno, il problema sta venendo fuori con forza in questi giorni. E sul perché di questo “scoppio ritardato”, Barbara Lezzi non ha dubbi: “Nasce tutto due mesi fa, da una manifestazione contro il gasdotto Tap, per la quale alcuni attivisti, a nome del M5S Puglia, in calce ai manifesti scrissero che si accettavano fondi. Io e i miei colleghi abbiamo subito preso le distanze da quella raccolta di denaro con un comunicato stampa e da quel momento si è scatenato tutto. Se ci fosse stata una strategia pericolosa per il movimento, sarebbe venuto alla luce tutto a dicembre 2012. Perché queste persone parlano solo ora?”.

Ad ogni modo, in questi giorni, è atteso a Lecce l'arrivo dei senatori salentini del M5S, che venerdì 1 novembre saranno alle Officine Cantelmo per un incontro con la base. Incontro nel quale, per forza di cose, tra le parti in gioco, i nodi verranno al pettine.

Andrea Gabellone