Ripa condannato per truffa e falso, Lecce Bene Comune: “Si dimetta”
venerdì 11 ottobre 2013
Dopo il patteggiamento per truffa e falso per il consigliere arriva l’invito a lasciare il seggio di Palazzo Carafa.

Ripa si dimetta. È questo l’invito che Lecce bene Comune rivolge al consigliere comunale all’indomani del patteggiamento a un anno, per truffa e falsità in scrittura privata. Sul sito del movimento si ricostruisce la vicenda. “Qual era l’oggetto del giudizio? Riportano le cronache che Giuseppe Ripa -scrive Gabriele Molendini- nella sua qualità di amministratore della Grafiche srl, avesse ricevuto notifica di multe per cartellonistica pubblicitaria priva di autorizzazione per importo di oltre 46.000 euro. Al fine di beneficiare di rateizzazione in 24 mensilità da euro 1.925,14 euro cadauna, Ripa avrebbe presentato a garanzia una polizza fideiussoria emessa da Unipol assicuarazioni. Da indagini della Polizia Provinciale, non sarebbe risultata emessa da Unipol alcuna polizza fideiussoria a favore sella Grafiche srl. Tuttavia con il medesimo numero di documento sarebbe stata emessa altra fidejussione a beneficio dell’associazione onlus “Una Strada per la vita” della quale Ripa aveva sottoscritto la coobbligazione. La fideiussione presentata da Ripa nell’interesse della sua agenzia pubblicitaria era pertanto, secondo le parole del giudice Martalò ‘completamente falsa’. Da qui l’accusa di truffa e falsità in scrittura privata. La vicenda si è chiusa con il patteggiamento della pena di un anno di reclusione, pena sospesa. Trattandosi di pena inferiore ai due anni non ricorre l’applicabilità della Legge Severino con la decadenza del Consigliere”.

Dopo quanto accaduto, chiedono da Lecce Bene Comune, non sarebbe il caso che il consigliere Ripa “colga l’opportunità di dimettersi a seguito di un patteggiamento per truffa e falso in atto privato in danno di una Pubblica Amministrazione, qual è la Provincia di Lecce? Ritiene egli eticamente accettabile, alla luce delle vicende intercorse, di rimanere in carica quale consigliere comunale? Non crede egli stesso, oltre che la comunità che deve rappresentare nell’assise comunale, che tali fatti ledano il principio di lealtà e probità che più che per un comune cittadino dovrebbero contraddistinguere gli eletti a cariche consiliari?”.

E la Provincia, parte lesa nella vicenda, una volta venuto meno il presupposto della rateizzazione (ovvero la garanzia fideiussoria), ha ricevuto per intero la somma di circa 50.406 euro corrispondente alla multa rateizzata? “Non osiamo pensare che ciò non sia già avvenuto”.