“Lungomare” di Nociglia, la Barbanente chiede verifiche
giovedì 18 aprile 2013
L’assessore regionale su sollecitazione del Forum Abiente e Salute ha predisposto controlli sul progetto della pista ciclabile che nascerà al posto del famoso  filare di pini.

La pista ciclabile a Nociglia che porterà all’abbattimento dei 20 pini del lungomare rientra in un progetto di competenza dell’assessorato regionale ai Trasporti. A spiegarlo in una mail, l’assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente indirizzata al Forum Ambiente e Salute: “Gentilissimi, grazie della segnalazione. Ho letto con attenzione la vostra petizione e ho chiesto agli uffici di effettuare attente verifiche sui lavori previsti dal finanziamento. Dalle notizie che mi sono state fornite ho rilevato che i fondi rivengono dalla linea 5.2 del FESR, di competenza dell’assessorato ai Trasporti. Vi farò sapere quanto prima in merito alle iniziative assunte”.

Sulla questione anche l'amministrazione comunale ha ribadito che il progetto nasce con l’intento di creare una rete di interconnessione ecocompatibile tra vari paesi del circondario di Nociglia. La necessità di sradicare i 20 pini è arrivata dopo attente valutazioni sullo stato delle piante, la condizione del fondo stradale e il pericolo per le condutture come si legge nella delibera. Piante che non rientrerebbero neanche nella tutela del paesaggio perché molto più recenti.

Il dibattito però prosegue, vista anche la scadenza a fine aprile della delibera del Comune. Da parte del Forum ambiente e Salute i punti posti all’attenzione dell’assessore Barbanente sono cinque:

1. I filari monumentali di pini domestici rientrano tra i beni tutelati dalla recentissima legge dello Stato n. 10 del 14.01.2013 (art. 7 - Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale )? Tale legge è immediatamente applicabile nel caso di Nociglia o siamo in attesa di una deroga per i progetti approvati prima della sua entrata in vigore come accaduto in Puglia con la legge sulla tutela degli ulivi secolari?

2. Se sono un bene importante da tutelare, in che modo gli enti pubblici interessati alla loro salvaguardia (Soprintendenza, Università, Regione, Provincia, Arpa, Corpo forestale dello Stato etc) hanno fatto valere le loro istanze di tutela
È mai possibile che tali istanze, ormai sempre più frequentemente, debbano venire da parte di instancabili cittadini ed associazioni e non dagli enti preposti alla loro tutela?

3. Sono state valutate soluzioni alternative all’espianto come ad esempio la realizzazione di un setto interrato in calcestruzzo di contenimento delleradici per tutta la lunghezza del viale a protezione delle reti tecnologiche esistenti?

4. Possiamo noi fidarci delle risultanze di quella commissione di esperti che a Nociglia avrebbe decretato la sostituzione di 20 pini autoctoni con 40 alberi di canfora? Ossia di una specie di provenienza orientale al posto di una locale a rapidissimo accrescimento e importante sviluppo della circonferenza del tronco e soprattutto dell’apparato radicale?

5. Non sarebbe il caso che gli enti pubblici si avvalessero nei progetti di verde pubblico di specie autoctone (oggetto di tantissimi studi e pubblicazioni da parte di Università, Provincie e Regioni) magari da prelevare gratuitamente nei tantissimi vivai pubblici regionali facenti capo alla regione Puglia, dando cosi un esempio concreto di educazione ambientale e di sostegno alle essenze locali, ormai continuamente minacciate su più fronti ed in forte regressione a causa della compromissione dei loro habitat?”.