Torcito, quattro indagati per i danni al parco. Gabellone: non lo abbandoneremo
giovedì 18 aprile 2013
Ci sono quattro indagati, tra cui il progettista e il liquidatore, per i reati nel parco di Torcito, di proprietà della Provincia di Lecce. Gabellone assicura che non sarà abbandonato. Vd

Danneggiamento, lottizzazione abusiva, tentata truffa, falso in atto pubblico. Sono questi i capi d'accusa di cui dovranno rispondere 4 persone coinvolte, a diverso titolo, nella realizzazione dei lavori nel Parco di Torcito, a Cannole, di proprietà della Provincia di Lecce. 
Gli indagati sono il liquidatore della Intini Source Srl Sergio Donadonibus, il direttore dei lavori Giuseppe Botta, il  progettista Angelo Dongiovanni e il dirigente del settore lavori pubblici della Provincia Rocco Merico

Dopo la prima tranche d'inchiesta, che aveva portato lo scorso gennaio al sequestro di parte dell'area del parco per lo scempio ambientale causato dai lavori di ristrutturazione realizzati dalla ditta Intini Source, questo nuovo filone accende un faro sulla ditta di Noci, la stessa Intini appunto.

Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, e rilevato dalle indagini della Guardia di Finanza e del Corpo forestale, la ditta al momento dell'affidamento dell'incarico sarebbe stata già in liquidazione, non avrebbe avuto dunque neanche i requisiti necessari. 
Sono stati fissati per il prossimo sabato gli interrogatori degli indagati. Questo dunque l'epilogo di un tentativo di ridare nuova vita al parco, finito poi con la conta dei danni ambientali e i fascicoli in Procura.

La Provincia, in difficoltà economiche, affidò nel dicembre 2012 la concessione del parco di Torcito alla ditta di Noci. Secondo il contratto, quest'ultima avrebbe dovuto provvedere a realizzare tre interventi: il riassestamento e la tutela del Parco e dei suoi ecosistemi; la valorizzazione a fini turistici del patrimonio storico e ambientale; la promozione delle potenzialità educative e didattiche in campo ambientale e naturalistico.
La Società Intini Source, poi, in aggiunta a questi interventi, avrebbe dovuto garantire alla Provincia, attraverso un ingente investimento proprio, il ripristino di tutti gli immobili e le Masserie presenti nel Parco, la realizzazione di un Parco Avventura e di percorsi ginnici, il miglioramento di tutte le aree esterne e la dotazione di una serie di infrastrutture tecnologiche indispensabili per una moderna fruizione del Parco. Ma dalla provincia il presidente Antonio Gabellone rassicura: "Non tornerà in stato di abbandono".