Dal Tar arriva lo stop al lido balneare a Marina Serra
sabato 6 aprile 2013
Il Parco costiero “Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” ha ottenuto recentemente un importante riconoscimento in difesa dell’ambiente.  

La lunga vicenda legale nasce dall’istanza di un privato per ottenere il nulla osta da parte dell’Ente parco, per il rilascio di una concessione edilizia su area demaniale in Marina Serra, al fine di realizzare una struttura ricettiva per la balneazione. Il diniego alla concessione da parte del Comitato esecutivo del Parco ha trascinato in tribunale l’annosa querelle tra la supposta libertà di iniziativa economica privata e la ratio stessa per cui è nata l’area naturale protetta. 

La sentenza del Tar ha così dato ragione alla linea portata avanti dal presidente del parco Nicola Panico. Infatti, nell’attesa che venga approvato il Piano territoriale del Parco regionale "Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase", si è adottata una linea restrittiva per non alterare un prezioso e delicato equilibrio naturale. Un “no” secco ad  interventi diversi dalla creazione di facili accessi sulla costa, con manufatti di tipo precario.  
Gli avvocati  Giuseppe Pilon e Mauro Carrozzo hanno interpretato magistralmente la filosofia del Comitato esecutivo del Parco e della legge che lo istituisce. Il presidente Panico esprime soddisfazione per la sentenza emessa dai giudici del Tar: “La consapevolezza che le pur legittime aspirazioni imprenditoriali dei privati non possono in alcun modo intaccare il diritto di salvaguardia e tutela di un patrimonio naturalistico unico al mondo -spiega il presidente- deve rappresentare per noi e i nostri figli un punto di orgoglio, così come già avviene nei paesi più sensibili ai temi ambientali, che hanno costruito intorno a tali beni una solida e durevole strategia turistica”. 

Il presidente precisa infine, che non è espressa la volontà di porre limiti allo sviluppo del territorio, ma una volta che il Piano Territoriale sarà approvato, gli operatori economici dell’area dovranno sforzarsi di individuare e sperimentare nuove forme di modificazione.

Giovanni Nuzzo 

(fonte: Belpaese