Ulivi secolari in Piazza Sant'Oronzo, ambientalisti contro Palazzo Carafa
giovedì 4 aprile 2013
Ambientalisti infuriati per gli ulivi 'trapiantati' in piazza Sant'Oronzo, a Lecce. Rimossi i cartelli di protesta che ieri sera facevano bella mostra sull'installazione. 

Le Notti Verdi fanno vedere rosso agli ambientalisti. Quella che voleva essere un'iniziativa filo-ambientale di promozione delle essenze locali, rischia di diventare un autogol per l'Amministrazione comunale di Lecce.

Il giardino fatto di essenze autoctone, con tanto di fontana e giochi d’acqua e di luce, che dai giorni delle feste pasquali campeggiano in piazza Sant'Oronzo, proprio non piacciono a chi, invece, gli ulivi gli ama li difende, ma nella loro naturale collocazione, ovvero la campagna. 

Dalla pagina di facebook del gruppo 'Salviamo gli ulivi del Salento' strillano le proteste di chi proprio non ci sta a vedere gli ulivi espiantati e trasportati in piazza. La kermesse 'a costo zero', come precisato dal comune di Lecce, curata dall'agenzia White e realizzata dall'azienda vivaistica Vivai del Salento, anziché suscitare unanime apprezzamento e ammirazione, sta sollecitando l'indignazione di alcuni. 

“Si scriva al sindaco e all'assessore all'ambiente del comune di Lecce affinché liberi questi vivi patriarchi verdi da questa gogna pubblica e forca caudina e si facciano garanti di un decoroso e piu' auspicabile trapianto in terra del Salento, perche' no, in quel parco del rauccio che lo stesso comune di Lecce ha definito parco del barocco campestre, in virtu' della densa presenza di un bosco di ulivi millenari e pluri-secolari” esortano un commentatore, seguito poi dall'amara considerazione di un'altra ambientalista:
“Ma il male non sono per me i vivai nel territorio salentino, che tutto sommato son luoghi pur sempre di salvezza, acciaccata, ma pur sempre salvezza ... non certo nel caso di Piazza Sant'Oronzo ovvio (dove ho avuto difficoltà a capire dove fossero le radici di certi esemplari nelle foto durante le fasi di allestimento), ma son il male vero i cantieri a caterpillar dell' inutilità e della speculazione consuma suolo da cui nei vivai giungono poi questi alberi ... e solo in minima parte, tanti rischiano di finire a far legna son per la foga cementificante! Son il male vero le autorizzazioni all' espianto concesse dagli enti pubblici preposti alla tutela del patrimonio arboreo, da agronomi, assessori ed altri amministratori! E' la loro la mano del boia, non certo quella del vivaista!”.

Ieri sera intanto alcuni cartelli di protesta – prontamente rimossi - sono stati apposti sugli ulivi. Tra il serio ed il faceto, uno di questi recitava: “Inri, passione e morte degli ulivi”.

Gli strali, in fin dei conti, sono dunque tutti per l'Amministrazione. 

melissa perrone