D'Antini Solero: “8 marzo: non una festa, ma un giorno per riflettere”
venerdì 8 marzo 2013
“Nel 2012 ci sono stati 124 casi di femminicidio. Non c'è niente da festeggiare”. L'assessore della Provincia alle pari opportunità richiama alla riflessione sulla condizione della donna.

"Oggi, 8 marzo, tutti celebrano la festa della Donna, ma occorre riflettere con serietà e sensibilità. Di quale festa stiamo parlando? Se solo si pensa che il 2012 si è chiuso con un dato agghiacciante, ovvero oltre 124 casi di femminicidio che hanno riempito le cronache dei giornali, la giornata di oggi assume tanti significati”.

Così l'assessore alle pari opportunità della Provincia di Lecce, Filomena D'antini Solero richiama all'ordine sul vero significato dell'8 marzo.

“Il  messaggio che deve arrivare a tutti coloro che non rispettano le donne, che le offendono, le maltrattano, le perseguitano, le ammazzano è semplice: fare del male alle donne perché donne è una violazione dei diritti umani. Oggi non c’è da festeggiare alcunché e personalmente ho scelto di visitare alcuni comuni della provincia di Lecce per dire alle donne di rompere il muro del silenzio, di denunciare ogni atto di violenza subito, anche quella psicologica. La dignità e il rispetto non hanno prezzo e vanno salvaguardati.

E’ necessario risalire alle  origini della festa dell’8 Marzo per comprendere davvero il significato profondo di una giornata. Era il lontano 1908, quando, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.  Poi, proprio l’8 marzo  il datore di lavoro bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire finchè non venne dato fuoco allo stabilimento in cui le 129 operaie rimasero prigioniere e morirono arse dalle fiamme.

E’ il ricordo di una tragedia quello che deve riaffiorare, il ricordo di vite di donne spezzate, di dignità calpestate, di storie interrotte.

La giornata internazionale della donna deve essere l’occasione, quindi,   per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto.  Non trasformiamo l’ 8 marzo in un evento di inutile consumismo, ma in un' occasione per fermarsi a pensare".