Festini hard a Porto Cesareo: in aula i due indagati non rispondono
martedì 12 febbraio 2013
Questa mattina, tanto il vice sindaco Antonio Greco, come l'ex assessore Mimino Presicce, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del pm Carmen Ruggiero

Scena muta, stamattina, dopo le 10, davanti al pubblico ministero, per i due principali indagati nell’inchiesta relativa a presunti festini hard a Porto Cesareo, prima delle ultime amministrative, al fine di ottenere voti dall’elettorato giovane maschile.
Antonio Greco, 49 anni, vicesindaco della marina e commerciante ittico e Mimino Presicce, 48, ex assessore della giunta Foscarini e agente di poizia penitenziaria, comparsi davanti al pm Carmen Ruggiero, titolare del fascicicolo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Primo ad essere ascoltato, Antonio Greco, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Quinto e Giannuzzi. Nessuna parola da parte dell’amministratore, che già nei giorni scorsi si era detto sereno ed estraneo ai fatti contestati. Dopo Greco è stata la volta di Presicce, rientrato in Italia dall’estero solo lunedì sera, proprio in occasione dell’incontro col pubblico ministero.
Anche il 48enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Intanto le indagini dei carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Nicola Fasciano, procedono serrate a caccia di riscontri e altre tessere fondamentali per ricostruire il quadro completo della vicenda.

In bilico la posizione di M.D.B, titolare del bed and breakfast in località Poggio, a Porto Cesareo, dove si sarebbero svolti gli incontri bollenti con le donne di origine rumena, tuttora residenti nella frazione di Torre Lapillo.


Fabiana Pacella