Scandalo Porto Cesareo: domani l'interrogatorio al vicesindaco e all'ex assessore
lunedì 11 febbraio 2013
Domani, il vicesindaco Antonio Greco e l’ex assessore Mimino Presicce saranno interrogati dal pm Carmeno Ruggiero, titolare del fascicolo sull’ipotesi di voto di scambio

Domani sarà il giorno della verità, a Porto Cesareo. O almeno di una parte di essa. E’ attesa per l’interrogatorio del vicesindaco Antonio Greco (dichiaratosi estraneo ai fatto contestati) e dell’ex assessore Mimino Presicce, che compariranno in mattinata davanti al pm Carmeno Ruggiero, titolare del fascicolo sull’ipotesi di voto di scambio, in clima pre elettorale, a base di sesso. Sospesa anche la posizione del titolare del b&b in località “Poggio”, che avrebbe concesso le stanze della struttura alle tre rumene attrazione degli incontri, e ai giovani elettori deliziati dalla loro avvenenza.

In queste ore si gioca dunque una doppia partita. Quella giudiziaria e quella amminsitrativa. Da un lato il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Campi, che in queste settimane hanno raccolto documenti, racconti e testimonianze, effettuato riscontri e controlli, negli uffici di Palazzo di Città e tra la gente, ma anche le dichiarazioni dei diretti interessati che potrebbero fare scena muta ma anche sollevare il coperchio di uno sconveniente Vaso di Pandora. Dall’altro le decisioni del sindaco Savatore Albano e della sua squadra, stamane riunita in Giunta (con l’assenza di Greco), appese al filo dei risvolti che si registreranno a Palazzo di Giustizia. La tensione è alta, la confusione inevitabile. Da quasi due anni, inquietanti episodi di cronaca, nera e giudiziaria, si sono abbattuti come una scure su una delle marine più belle del Salento. Non solo l’affaire sexy gate, dunque, ma una serie di gesti intimidatori e attentati dinamitardi ai danni del sindaco e di figure a lui vicine.

Il 13 maggio prossimo infatti si aprirà il processo a carico di Vito Foscarini (ex sindaco e attuale capogruppo di opposizione), Oronzo Paladini –indagati anche per un possibile coinvolgimento nell’attentato dinamitardo ai danni di Albano- Gianfranco Muscogiuri, Luciano Miglietta e Felice Tumulo, per atti diffamatori nei confronti di sindaco, assessore ai lavori pubblici Dino Basile e il padre di quest’ultimo, Antonio Basile.


Fabiana Pacella