Salice, le quote rosa agitano l’amministrazione
venerdì 8 febbraio 2013
Dopo la sentenza del Tar si prospettano nuovi scenari per la guida della città.

Giunta comunale da rifare? A Salice Salentino si profilano nuovi scenari, dopo la pronuncia del Tar di Lecce depositata lo scorso 7 febbraio, che ha accolto il ricorso presentato nel 2012 da dieci ricorrenti, in seguito alla mancanza di quote rosa nella squadra di governo. Ad ingaggiare la battaglia legale erano stati rappresentanti eletti e non dell’opposizione, Cosimo Leuzzi, Amedeo Rosato, Stefano Papa, Gianpiero Manno, le donne in lista Valentina Papa, Anna Palazzo, Fania Alemanno, la consigliera di parita' effettiva della Regione Serenella Molendini, e  l’associazione Primavera Salicese, rappresentati e difesi dagli avvocati Valeria Pellegrino e Francesco Fina.

Nel mirino, il Comune di Salice Salentino, rappresentato dagli avvocati Pietro Quinto e Gianluigi Manelli, e gli assessori in carica Alessandro Ruggeri, Paolo Quaranta, Gaetano Ianne, Michele Arcangelo Fina. Sul tavolo, l’annullaento di tutti i procedimenti che avevano portato alla scelta dei nomi in Giunta, tutti maschili. I ricorrenti hanno da subito sollevato il caso di illegittimità nella formazione della Giunta per violazione della Carta dei Diritti Fondamentali UE, della Costituzione, dello Statuto comunale e l’eccesso di potere del primo cittadino “per difetto assoluto di motivazione e di istruttoria”.

Secondo quanto previsto infatti, il primo cittadino deve “svolgere un minimum di indagini conoscitive, tese ad individuare, all’interno della società civile (e beninteso nel solo bacino territoriale di riferimento del Comune, non potendo dirsi obbligato a spingersi oltre), personalità femminili in possesso di quelle qualità necessarie per ricoprire l’incarico di componente la giunta municipale, se tali indagini non pregiudicano l’esistenza del “ governo locale “ espresso dalle urne”. La battaglia trasversale per la guida della municipalità di Salice, entra dunque nel vivo, preannunciando nuovi retroscena.

 
Fabiana Pacella