Centro antiviolenza, Salvemini: “Il Comune eroghi i fondi”
mercoledì 2 gennaio 2013
Il consigliere Comunale Salvemini ripropone l’appello al Comune di Lecce di sostenere l’importante attività del Centro antiviolenza Renata Fonte.

Anno nuovo, ma nulla è ancora cambiato. Sul blog del consigliere comunale Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, il primo post è in realtà la riproposizione di un appello già pubblicato lo scorso anno. Oggetto, il Centro antiviolenza Renata Fonte, che da tempo lancia appelli per ottenere il sostegno dell’amministrazione comunale.

Dopo una serie di botta e risposta tra la presidente, Maria Luisa Toto, ed il sindaco Paolo Perrone,  il problema dell’erogazione dei fondi non sembra ancora risolto. O meglio, i fondi ci sono ma la cifra che il Comune ha annunciato di poter destinare è, secondo i sostenitori delle attività antiviolenza, insufficiente. Le motivazioni esplicitate dal sindaco Perrone – la necessaria austerity – non convincono infatti né la Toto né lo stesso Salvemini, che a fronte di motivazioni di ordine finanziario, contrappongono invece questioni di opportunità. Le delicate tematiche affrontate dal Centro, ed il servizio di sostegno alle donne maltrattate, non potrebbero essere in alcun modo subalterne a mere questioni economiche. La scelta, dunque, sarebbe solo politica

“Se ‘si deve aiutare il prossimo’ come dice giustamente l'assessore Carmen Tessitore, allora compito dell'Amministrazione Comunale è sostenere chi è in prima linea nella battaglia quotidiana contro i soprusi, le intimidazioni, le violenze” scrive Carlo Salvemini. “Mi auguro che questo richiamo alla responsabilità venga accolto: il 2013 è appena cominciato ed è giusto essere ottimisti”.

E poi di seguito l’appello:
“Fidanzate, mogli, compagne, ex, le loro storie hanno molto in comune, non ultima la conclusione. A confermare i punti di contatto tra le diverse esperienze di maltrattamento sono le operatrici dei centri antiviolenza che, ogni giorno, si trovano ad ascoltare e soccorrere decine di donne in difficoltà. Tra questi c'è anche il Centro Renata Fonte di Lecce, che in questi giorni ha sollecitato il Comune di Lecce a confermare anche per quest'anno il contributo all'associazione. Ci sono state polemiche tra la Presidente, Maria Luisa Toto, e l'Amministrazione Comunale per il ritardo nell'erogazione delle somme attese e previste. Pare che tutto sia stato risolto. Tutto bene, quindi? Non proprio. A me queste parole di chiarimento del Sindaco Perrone a commento della vicenda non sono piaciute.

‘La nuova convenzione che legherà l'associazione al Comune di Lecce non ha subirà alcuna modifica rispetto alla precedente. Questo, in un momento di grave difficoltà per le casse comunali e in una fase nella quale l'amministrazione ha dovuto necessariamente ridimensionare convenzioni e collaborazioni, dovrebbe essere per la presidente Toto motivo di gratitudine e di riconoscenza’.

Io credo che sia vero esattamente il contrario: è la comunità leccese che il Sindaco rappresenta a dover esprimere gratitudine e riconoscenza al lavoro svolto al Centro Antiviolenza. Per il tanto che fa e per il poco che alla fine riceve: 5.000 euro annui e l'uso in comodato della struttura che occupa.

Tutti noi sappiamo quante altre associazioni di minore importanza per l'attività svolta si sono viste assegnare gratuitamente spazi pubblici di proprietà comunale.

Tutti noi sappiamo quante somme di importo ben più rilevante vengono spese dal Comune per attività di collaborazione sicuramente meno utili e urgenti.

Quando si è convinti di non essere impegnati a garantire servizi ma a concedere favori si confonde il rispetto dei ruoli per dovere di riconoscenza.

Nessun amministratore pubblico che agisce nell'interessa della propria comunità dovrebbe pretendere gratitudine: ricordare questa principio elementare è quasi imbarazzante.

Un piccolo incidente comunicativo, sia chiaro: ma emblematico di un'idea di relazioni civiche che mette gli amministratori locali sopra a tutto.

p.s. il Comune di Brindisi eroga in favore del Centro Antiviolenza 340.000 euro l'anno”.