Primarie a rischio per la Capone. Troppe deroghe dalle regioni
giovedì 20 dicembre 2012
Il Pd deciderà in queste ore se accettare o meno le richieste di deroga presentate da assessori e consiglieri regionali. A rischio anche la richiesta di Loredana Capone, che potrebbe non correre alle primarie

Primarie a rischio per Loredana Capone. In queste ore il Pd nazionale deve infatti decidere se approvare o meno le deroghe richieste dai regionali pugliesi per potersi candidare alle primarie.
Il partito sarebbe orientato ad una contrazione delle deroghe, visto l'alto numero di richieste arrivate soprattutto dalla regione Lazio.
A farne le spese però potrebbe essere anche la Puglia, dove sono stati in sette, tra assessori e consiglieri regionali, a chiedere di potersi candidare. Tra loro, anche la vicepresidente Loredana Capone, che ha consegnato la richiesta sul fil di lana ma ora rischia di vedersela rifiutare.

Il criterio adottato dal Pd dovrebbe infatti essere quello del secondo mandato: Solo chi è alla fine del suo secondo mandato dovrebbe insomma poter lasciare.. In questo caso, quindi la Capone sarebbe penalizzata, perché pur essendo per la seconda volta vicepresidente, nella scorsa legislatura il suo tempo in giunta fu limitato a nove mesi, su chiamata diretta di Nichi Vendola che la volle al suo fianco al posto di Sandro Frisullo.

Passo indietro invece per il segretario regionale del Pd Sergio Blasi, che non solo non ha fatto richiesta di deroga da consigliere per correre alle primarie, ma anche dichiarato che non si candiderà nel listino bloccato del Pd. Le prossime ore saranno decisive anche per Sel, anche se il collegio regionale che vede primo Vendola e secondo Fratoianni lascia poco spazio alle novità. Dal Salento ci sarà senza dubbio l'assessore regionale all'Agricoltura Dario Stefàno (La Puglia per Vendola), ma potrebbero restare fuori sia la segretaria provinciale di Sel Anna Cordella che la dirigente nazionale originaria di Giuggianello Sonia Pellizzari.

Intanto i renziani protestano sui listini bloccati del Pd. “Chiedevamo primarie aperte a tutti e primarie per tutti, senza nomi catapultati da Roma”. “Il listino? Se deve esserci una quota riservata che lo sia alle eccellenze vere. Come Ichino, per intenderci, insomma, per gente che sia in grado di prendere voti anche alle elezioni vere”.